L’Italia fa due cose che quasi nessun altro paese fa con i libri scolastici: stabilisce per legge quanto può costare al massimo il corredo di una classe, e pubblica come dato aperto ogni singola adozione decisa da ogni scuola. Mettendo insieme le due cose si può misurare qualcosa che di solito resta invisibile: se quella regola venga davvero rispettata.
Spesso non lo è. In più della metà delle classi di scuola media i libri assegnati costano più del massimo consentito.
Ogni primavera le scuole italiane deliberano quali libri adotteranno l’anno successivo e comunicano la scelta al Ministero dell’Istruzione e del Merito. Il Ministero la ripubblica: scuola per scuola, classe per classe, ISBN per ISBN, con i prezzi di copertina, sotto licenza aperta.
Per l’anno scolastico 2026/27 significa:
| Adozioni registrate | 3.469.500 |
| Classi | 347.924 |
| Scuole | 30.529 |
| Titoli distinti | 30.472 |
| Regioni coperte | 20 su 20 |
Nella maggior parte dei paesi un archivio del genere non può esistere, perché i libri li fornisce la scuola o il distretto scolastico e la scelta non diventa mai un atto pubblico a questo livello di dettaglio. In Italia li comprano le famiglie: ed è esattamente per questo che la decisione è regolata e resa trasparente.
Il Ministero fissa ogni anno per decreto il costo massimo dell’intera dotazione libraria di una classe. Gli importi vengono adeguati all’inflazione programmata — 1,5% per il 2026 — e per il 2026/27 sono stati stabiliti dal D.M. 51 del 26 marzo 2026.
Per la scuola secondaria di primo grado:
| Anno | Tetto di legge |
|---|---|
| Prima | 303 € |
| Seconda | 121 € |
| Terza | 136 € |
Con due correttivi. Le scuole possono superare il tetto fino al 20%, ma solo con delibera del collegio dei docenti adeguatamente motivata e approvata dal consiglio d’istituto. E i tetti si riducono del 10% per i testi in versione mista e del 30% per quelli solo digitali.
Lo stesso decreto incarica gli Uffici Scolastici Regionali e i revisori dei conti di vigilare sul rispetto dei limiti, e dal 2025 esiste un cruscotto dedicato sul portale SIDI. Non è quindi una norma dimenticata: è una norma che lo Stato dichiara di controllare.
| Anno | Tetto | Spesa media reale | Classi oltre il tetto | Oltre anche con la deroga del 20% |
|---|---|---|---|---|
| Prima media | 303,00 € | 298,69 € | 55,1% | 0,7% |
| Seconda media | 121,00 € | 127,79 € | 61,5% | 14,0% |
| Terza media | 136,00 € | 138,25 € | 55,8% | 9,7% |
In prima media la media nazionale resta sotto il limite, ma più di una classe su due lo supera singolarmente.
In seconda e in terza è la media stessa a sfondarlo. E in seconda media il 14% delle classi supera il tetto anche applicando l’aumento massimo che la legge consente: sono 3.696 classi. In terza media altre 2.617.
Tre precisazioni, perché il confronto non sia frainteso. I prezzi sono di copertina, ma il tetto è definito sugli stessi prezzi: il confronto è omogeneo. Superare il tetto base non è di per sé una violazione, vista la deroga del 20% — ed è il motivo per cui la quota che sfora anche quella è contata a parte. Infine, i dati pubblicati non indicano se un’edizione sia cartacea, mista o digitale, quindi le riduzioni del 10% e del 30% non sono applicabili al calcolo: le percentuali qui sopra sono prudenti per difetto, non per eccesso.
Il costo dei libri non si distribuisce lungo il percorso scolastico: si accumula nei passaggi di ciclo.
| Ciclo | Anno | Spesa media | Libri da comprare |
|---|---|---|---|
| Primaria | 1ª | 27,71 € | 3,2 |
| Primaria | 5ª | 57,84 € | 3,7 |
| Media | 1ª | 298,69 € | 11,6 |
| Media | 2ª | 127,79 € | 5,2 |
| Superiore | 1ª | 316,83 € | 11,7 |
| Superiore | 2ª | 164,72 € | 6,1 |
| Superiore | 3ª | 292,28 € | 9,0 |
Il passaggio dalla quinta elementare alla prima media moltiplica la spesa per cinque: da 57,84 € a 298,69 €. È lo scalino più ripido dell’intero sistema.
Il terzo picco è quello che le famiglie non mettono in conto: la terza superiore costa quasi quanto la prima, perché ricomincia il ciclo di letteratura, storia e filosofia.
| Editore | Adozioni | Quota |
|---|---|---|
| Zanichelli | 594.451 | 17,1% |
| Paravia | 150.039 | 4,3% |
| Bruno Mondadori | 134.480 | 3,9% |
| SEI | 132.396 | 3,8% |
| Fabbri Scuola | 125.899 | 3,6% |
Un solo editore raccoglie più adozioni dei quattro successivi messi insieme.
Ancora più curioso è quali siano i singoli libri più diffusi. I primi cinque titoli d’Italia non sono antologie né manuali di matematica: sono testi di educazione fisica e religione. Il più adottato in assoluto, un libro di scienze motorie, compare in 13.686 classi.
La ragione è strutturale. Ogni indirizzo ha il proprio programma di italiano e di matematica, quindi quei mercati si frammentano fra decine di titoli concorrenti. Educazione fisica e religione sono uguali ovunque: un singolo titolo può raggiungere una scala nazionale che nessun’altra materia consente.
Il Trentino-Alto Adige risulta con una spesa media di 87,72 € in prima media, contro i circa 300 € nazionali: apparentemente un terzo.
Non è così. Le scuole trentine e altoatesine segnalano come “da acquistare” solo il 27,3% dei testi in elenco, contro circa l’87% nel resto d’Italia. I libri adottati per classe sono in numero normale — 12,5 contro una media nazionale di 13 o 14 — ma le famiglie non li comprano, perché le province autonome li forniscono.
È un promemoria utile su come si leggono i dati amministrativi: un valore fuori scala di solito segnala una differenza nel modo in cui una cosa viene registrata, non nella cosa stessa.
Questo articolo riassume il quadro nazionale. Il dettaglio — le differenze fra regioni, dove si sfora di più, e cosa possono fare concretamente le famiglie per spendere meno — è pubblicato su Italia in Numeri:
Quanto costano davvero i libri di testo: l’analisi su 3,5 milioni di adozioni
I dati sono inoltre consultabili scuola per scuola e classe per classe su libri.italiainnumeri.it, dove chiunque può cercare l’elenco esatto assegnato alla classe di suo figlio.
Fonte: dati aperti del Ministero dell’Istruzione e del Merito, dataset “Adozioni libri di testo” e “Anagrafe delle scuole”, aggiornati al 29 luglio 2026, rilasciati con licenza Italian Open Data License 2.0.
La spesa per classe è la somma dei prezzi di copertina dei soli testi contrassegnati dalla scuola come da acquistare. Sono escluse dalle medie le classi senza testi da acquistare, che altrimenti abbasserebbero artificialmente i valori. I tetti di spesa sono quelli fissati dal D.M. 51 del 26 marzo 2026.
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